La morte del romanticismo.
Lui era uno di quegli uomini duri, misteriosi, affascinanti, con un non so che di indomabile. Alto, le spalle larghe, i capelli scuri che incorniciavano un volto angelico da cui traspariva l'ombra di un'anima sofferente.
Lei era in estasi davanti a quel corpo perfetto, a quell'uomo perfetto, a quel momento perfetto.
Era quasi il tramonto, e il Sole intenso riempiva l'aria di luce calda. Sotto al balcone in stile barocco si estendeva la città, quasi fosse di loro proprietà. Era tutto alla portata delle loro dita.
Si guardarono negli occhi, a lungo, persi nei meandri degli specchi dell'anima.
"Io non ho legami." La sua voce era avvolgente, esotica, selvaggia.
Lei capiva, capiva tutto. Capiva che aveva sofferto nella vita, aveva costruito una difesa intorno al suo cuore che lei stava mandando in pezzi. Capiva che, per la vita che faceva, ogni legame era p ericoloso, ogni amico ed ogni persona cara rischiava la vita; lei era disposta ad accettarlo, per lui. E capiva che mancassero semplici secondi a quel lungo bacio che avrebbe messo il sigillo alla loro unione, al fatto che le loro anime si appartenessero.
"Però ho un preservativo."
Tra la la.
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